Secondo l'Istituto Superiore di Sanità (ISS), nel 2017-2018 gli adulti italiani con un comportamento di gioco problematico erano circa 1,5 milioni, il 3 per cento della popolazione dai 18 anni in su. Dietro quel numero c'è il disturbo da gioco d'azzardo (DGA): per l'ISS, un comportamento di gioco persistente o ricorrente che provoca disagio o compromissione clinicamente significativi. Chi ha dubbi su di sé o su un familiare può chiamare il Telefono Verde 800 558822, anonimo e gratuito.

Il dato ha più di otto anni e spesso circola senza l'anno e senza la base di calcolo. Questa pagina rimette le cifre in fila con la loro data, spiega come si riconosce il disturbo e indica da dove cominciare.

Quante persone riguarda? I dati ISS e la loro data

Lo studio di riferimento è del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell'ISS: i dati sono stati raccolti nel 2017-2018 tra le persone dai 18 anni in su e pubblicati nei Rapporti ISTISAN 19/28 del 2019. Il rischio è misurato con il questionario PGSI, uno strumento di screening, quindi il risultato descrive un profilo di gioco e non una diagnosi, che spetta a uno specialista. I profili, ricavati dalla scheda dell'ISS, sono questi:

Profilo di gioco (PGSI)Quota degli adulti (per cento)Persone (stima ISS)
Hanno giocato negli ultimi 12 mesi36,4circa 18.450.000
Senza problemi26,5circa 13.435.000
Basso rischio4,1circa 2.000.000
Rischio moderato2,8circa 1.400.000
Giocatore problematico3circa 1.500.000

Le quattro righe sotto la prima, sommate, danno il 36,4 per cento, cioè la quota degli adulti che hanno giocato negli ultimi 12 mesi. Il 3 per cento è calcolato su tutti gli adulti, non solo su chi gioca. Hanno giocato il 43,7 per cento degli uomini (circa 10.500.000) e il 29,8 per cento delle donne (circa 7.900.000). Per fascia d'età la quota di chi gioca è più alta tra i 40 e i 49 anni (41,1 per cento) e tra i 50 e i 64 anni (41 per cento).

Il dato è del 2017-2018, e va letto così.

Perché non ce n'è uno più recente? Tra le fonti consultate, l'indagine nazionale dell'ISS sugli adulti resta quella del 2017-2018. Finché non ne esce una nuova, scrivere che «oggi» sono 1,5 milioni darebbe a quella stima un'attualità che non ha.

Disturbo da gioco d'azzardo: che cosa significa

L'ISS lo descrive, nella pagina dedicata al gioco d'azzardo, come «un comportamento problematico persistente o ricorrente legato al gioco d'azzardo che porta a disagio o compromissione clinicamente significativi». Nel 2013 il DSM-5, il manuale diagnostico dell'American Psychiatric Association, lo ha spostato dai disturbi del controllo degli impulsi alle dipendenze comportamentali. Tra i tratti indicati dall'ISS ci sono una necessità impellente di giocare, difficile da controllare, il pensiero costante rivolto al gioco e il deterioramento degli obblighi sociali, lavorativi e familiari.

Anche l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) descrive il disturbo, nell'ICD-11, con tre elementi: il controllo sul gioco è ridotto, il gioco assume una priorità crescente rispetto ad altri interessi e attività quotidiane, e si continua nonostante le conseguenze negative (scheda dell'OMS sul gioco d'azzardo, in inglese). Nessuno dei tre riguarda l'importo giocato: riguardano il controllo, le priorità e le conseguenze.

«Disturbo da gioco d'azzardo» è l'espressione che usa oggi l'ISS; «gioco d'azzardo patologico» è il termine più vecchio, che compare ancora nel decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41 (articolo 14, «forme di gioco d'azzardo patologico»); «ludopatia» è il sinonimo dei titoli di giornale. Sono tre modi di indicare lo stesso problema, ma per parlare di una persona conviene descrivere il problema, non darle un'etichetta.

Come si riconosce: i nove criteri e le parole di ogni giorno

Gli specialisti usano nove criteri del DSM-5 e parlano di disturbo quando quattro o più si presentano nell'arco di 12 mesi. Nel linguaggio di tutti i giorni l'ISS li riassume nelle sue FAQ: irritabilità quando non si può giocare, sempre più tempo e denaro dedicati al gioco, il ritorno al gioco con l'illusione di recuperare il denaro perso, le perdite nascoste ai familiari, le bugie per ottenere denaro o per continuare a giocare, il pensiero fisso sul gioco senza riuscire a ridurlo. I nove criteri, in parafrasi dalla presentazione ISS del 18 ottobre 2018:

  1. servono puntate sempre più alte per provare lo stesso coinvolgimento;
  2. si è inquieti o irritabili quando si prova a ridurre o a smettere;
  3. i tentativi di controllare, ridurre o interrompere il gioco falliscono più volte;
  4. il gioco occupa spesso i pensieri;
  5. si gioca nei momenti di disagio o di malessere;
  6. dopo una perdita si torna a giocare per rifarsi, cioè per «rincorrere» le perdite;
  7. si mente sull'entità del gioco;
  8. il gioco mette a rischio o fa perdere una relazione, il lavoro o lo studio;
  9. si conta sugli altri per avere denaro in una situazione finanziaria disperata.

La gravità va da lieve (quattro o cinque criteri) a moderata (sei o sette) e grave (otto o nove).

Questi criteri servono agli specialisti, e la diagnosi la stabilisce solo un professionista. Riconoscersi in alcuni segnali non significa avere il disturbo, ma è un buon motivo per parlarne con un servizio specializzato. Chi vuole un primo riscontro può fare il test di autovalutazione dell'ISS, che aiuta a orientarsi e non stabilisce una diagnosi.

Gioco problematico e giovani: che cosa dicono ESPAD e la Relazione al Parlamento

L'indagine europea ESPAD, condotta in Italia dal Consiglio nazionale delle ricerche (CNR), ha rilevato nel 2024 che tra gli studenti di 15-16 anni ha giocato d'azzardo il 45 per cento, contro il 28 per cento del 2015 e il 32 per cento del 2019 (nota stampa del CNR del 20 maggio 2025). Online ha giocato il 12 per cento, meno del 14 per cento della media europea; in Italia sono il 18 per cento dei ragazzi e il 6,2 per cento delle ragazze.

C'è poi una cifra che circola spesso senza la sua base: il 6,6 per cento, salito dal 3,9 per cento del 2019. Riguarda il gioco «potenzialmente dannoso» ed è calcolata sugli studenti che hanno giocato nell'ultimo anno, non su tutti gli studenti di 15-16 anni; in Europa, sempre tra chi gioca, si passa dal 4,7 al 9 per cento.

La Relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze del 2026 riporta un'altra indagine, ESPAD Italia 2025, sui minorenni tra i 15 e i 17 anni (Dipartimento per le politiche antidroga). Ha giocato almeno una volta nella vita il 64 per cento degli studenti minorenni e nell'ultimo anno il 59 per cento, pari a circa 900mila ragazzi. L'azzardo online ha coinvolto il 12 per cento degli studenti minorenni; i profili «a rischio» e «problematico» riguardano rispettivamente il 7,7 per cento e il 6 per cento degli studenti minorenni.

Queste cifre non si mettono in fila. Le indagini hanno campioni, età e domande diverse: passare dal 45 al 59 per cento e parlare di crescita sarebbe un errore, e il 6,6 per cento (di chi gioca) non è confrontabile con il 6 per cento della Relazione, che ha un altro campione e un'altra base. Formano una serie soltanto i dati dello stesso ESPAD 2024, cioè 28, 32 e 45 per cento e il passaggio dal 3,9 al 6,6 per cento tra chi gioca.

Il gioco con vincite in denaro è vietato ai minori di 18 anni, e una parte dei minorenni dichiara comunque di aver giocato. Il decreto legislativo 41/2024 impone ai concessionari di escludere i minori dal gioco e di rendere visibile il divieto negli ambienti virtuali di gioco (articolo 6, comma 6, lettera f).

Debiti, lavoro, famiglia: che cosa comporta

Secondo l'ISS il disturbo può mettere a rischio il lavoro, portare a debiti considerevoli e, per procurarsi denaro o evitare di restituirlo, spingere a mentire o a violare la legge; tende inoltre a peggiorare nei periodi di stress.

I danni non restano alla sola persona che gioca. L'OMS ricorda che per ogni persona che gioca a livelli ad alto rischio, in media altre sei, di solito non giocatori, ne subiscono le conseguenze. Chi vive accanto a qualcuno che gioca troppo fa quindi parte del quadro, e l'ISS precisa che il Telefono Verde e i servizi di cura sono aperti anche ai familiari.

Primi passi: a chi ci si può rivolgere?

Non c'è un ordine obbligato: chi preferisce parlare parte dalla linea, chi vuole prima un riscontro fa il test.

  1. Il Telefono Verde Nazionale per le problematiche legate al gioco d'azzardo risponde al numero 800 558822: è un servizio dell'ISS, anonimo e gratuito, aperto anche ai familiari. Come funziona è spiegato in il Telefono Verde e i servizi di cura sul territorio.
  2. Il test di autovalutazione del sito ISS «Uscire dal gioco» è uno strumento orientativo, non una diagnosi.
  3. I servizi sul territorio, come i Servizi per le dipendenze (SerD), sono la strada della cura. Secondo l'ISS «l'accesso ai servizi di cura del Servizio Sanitario Nazionale è sempre gratuito», e il DPCM 12 gennaio 2017 sui livelli essenziali di assistenza (articolo 28) include la dipendenza da gioco d'azzardo tra quelle assistite, con accesso diretto. Le FAQ dell'ISS indicano colloqui motivazionali individuali e di gruppo, psicoterapie individuali, familiari e di gruppo e la valutazione di trattamenti farmacologici.
  4. Chi vuole escludersi dal gioco online può iscriversi al Registro unico delle autoesclusioni (RUA) dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli (ADM) con SPID, per 30, 60 o 90 giorni oppure a tempo indeterminato; l'iscrizione vale per il gioco pubblico a distanza presso i concessionari. È uno strumento, non una cura; come funziona è in come funziona l'autoesclusione dal gioco online.
  5. Le misure di autolimitazione al gioco, in termini di tempo, di spesa e di perdita, sono previste dal decreto legislativo 41/2024 (articolo 15, comma 1, lettera a). Il quadro è in gli strumenti di tutela del giocatore.

Domande frequenti sul disturbo da gioco d'azzardo

Qual è la differenza tra disturbo da gioco d'azzardo e ludopatia?

Indicano lo stesso fenomeno. «Ludopatia» è il termine usato soprattutto dai giornali, mentre l'ISS parla di disturbo da gioco d'azzardo (DGA), che dal 2013 il DSM-5 classifica tra le dipendenze comportamentali. «Gioco d'azzardo patologico» è il termine più vecchio, ancora presente nella normativa. Per una persona conviene descrivere il problema, non etichettarla.

Quali sono i primi segnali del gioco problematico?

L'ISS indica l'irritabilità quando non si può giocare, il tempo e il denaro dedicati al gioco che aumentano, il ritorno al gioco per recuperare il denaro perso e le perdite nascoste ai familiari. Ci sono poi le bugie per ottenere denaro o per continuare a giocare e il pensiero fisso sul gioco, senza riuscire a ridurlo. Riconoscersi in qualcuno di questi segnali è un buon motivo per parlarne con un servizio specializzato.

Quante persone hanno un problema con il gioco d'azzardo in Italia?

La stima nazionale dell'ISS di riferimento si riferisce al 2017-2018: circa 1,5 milioni di persone dai 18 anni in su con un profilo problematico, il 3 per cento di tutti gli adulti. Non è un dato di oggi e non misura le diagnosi: è il risultato di un questionario di screening, il PGSI.

Il disturbo da gioco d'azzardo si cura gratuitamente?

Secondo l'ISS l'accesso ai servizi di cura del Servizio sanitario nazionale è sempre gratuito, e la cura comprende colloqui motivazionali e psicoterapie individuali, familiari e di gruppo. Il DPCM 12 gennaio 2017 include la dipendenza da gioco d'azzardo nei livelli essenziali di assistenza. L'esito non si può promettere in anticipo: il percorso lo definisce il servizio.

Esiste un test per capire se si ha un problema con il gioco?

Sì, l'ISS propone sul sito «Uscire dal gioco» una sezione dedicata al test di autovalutazione. È uno strumento orientativo: non stabilisce una diagnosi, che spetta a un professionista.

I minorenni possono giocare d'azzardo online?

No: il divieto per i minori di 18 anni vale per il gioco con vincite in denaro, e i concessionari devono escludere i minori e rendere visibile il divieto, come prevede il decreto legislativo 41/2024. Le indagini sugli studenti mostrano però che una parte dei minorenni dichiara di aver giocato: l'azzardo online ha coinvolto il 12 per cento secondo ESPAD Italia 2025.

Escludersi dal gioco online basta per smettere di giocare?

L'iscrizione al RUA impedisce di aprire nuovi conti di gioco a distanza, ma riguarda solo il gioco a distanza e non è una cura. Per il resto servono altri strumenti e, se il gioco pesa, un servizio specializzato. Che cosa accade a fine periodo è spiegato in che cosa succede quando si chiede la revoca dell'autoesclusione.

Numeri di ieri, aiuto di oggi

Il dato più citato sul disturbo da gioco d'azzardo è del 2017-2018 e si legge con il suo anno e la sua base; le informazioni utili a chi ha un dubbio restano invece valide nel tempo. Il Telefono Verde Nazionale risponde al numero 800 558822, in forma anonima e gratuita. Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere di un medico o di un servizio specializzato; sul modo in cui il sito affronta il tema c'è l'approccio di BonusOut al gioco responsabile.

Fonti

Aggiornato il 29/09/2026. Le stime sulla diffusione risalgono al 2017-2018 e i dati sui giovani a indagini del 2024 e del 2025 con metodi diversi; numeri di telefono, regole di accesso ai servizi e risultati di nuove indagini possono cambiare.